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bimbi a scuola sorridenti

“Bimbi a scuola sorridenti”: un progetto di prevenzione in materia di salute orale e di educazione alimentare destinato agli alunni delle scuole romane

Avviato oggi, nell’Istituto Comprensivo di via Francesco Gentile 40, il progetto patrocinato da Roma Capitale, dall’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri e dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani di Roma

Roma 27 febbraio 2015 – L’igiene orale quotidiana è un’abitudine fondamentale che è bene insegnare e far seguire sin da piccoli grazie ad una attività di prevenzione e informazione che renda i bambini protagonisti nella difesa della loro salute. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Bimbi a scuola sorridenti” avviata questa mattina in una classe dell’Istituto Comprensivo via Gentile 40, nel quartiere Tuscolano di Roma e patrocinata da Roma Capitale, dall’Ordine Provinciale di Roma dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri e dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani di Roma.

Il progetto prevede l’erogazione di interventi in aula finalizzati a sensibilizzare e informare i bambini sulle corrette abitudini di prevenzione dentale e sull’educazione alimentare per la salute del cavo orale.

Il progetto nasce dalla volontà di Daniela Crocioni, Eleonora Marzaduri, Alessandra Nucci e Fabio Pompei. Odontoiatri, nutrizionisti ed esperti di innovazione insieme per progettare ed erogare lezioni educative e per sviluppare una piattaforma web a supporto per la fruizione dei contenuti didattici in maniera interattiva.

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Durante la mattinata della prima giornata sono state spiegate, con un linguaggio semplice e divertente, le norme di igiene orale, la permuta dentale, i traumi dentali infantili e la prevenzione della salute della bocca attraverso la corretta alimentazione; al termine della sessione, ad ogni bambino è stato consegnato un “diploma” ed una scheda didattica, da completare a casa.

Il progetto parte dal desiderio di fornire uno strumento informativo destinato ai più piccoli per sostenerli in una fase delicata della crescita.

“Bimbi a scuola sorridenti” sarà inoltre supportato da un innovativo portale web, fruibile da computer o dispositivi smartphone e tablet che costituirà uno spazio virtuale dove studenti e genitori potranno interagire con contenuti digitali audio e video, compilare questionari on-line, scaricare materiale informativo, creando un divertente momento formativo attraverso il gioco senza vincoli di tempo e spazio.

Bimbi sani e sorridenti prevede una fase pilota da svolgersi nell’anno scolastico in corso che coinvolge diversi istituti scolastici romani, il progetto proseguirà nell’anno scolastico 2015-2016.

La Dott.ssa Daniela Crocioni, odontoiatra, Presidente della Commissione Normative Odontoiatriche in Europa – Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e Responsabile Lazio di Andi Onlus, ha dichiarato:”E’ stato sorprendente l’interesse dei bambini agli interventi in aula rivolti alla comprensione di nozioni di igiene orale,traumi dentali, permuta dentale, abitudini viziate, e di come una sana alimentazione possa ridurre il rischio di carie. I bambini hanno imparato giocando, attraverso una divertente presentazione didattica e pratica, che l’odontoiatra, figura che nell’immaginario può incutere a volte paura, in realtà è un amico della loro salute”.

La dottoressa Eleonora Marzaduri, medico chirurgo odontoiatra libero professionista ha dichiarato a valle dell’intervento in classe: “Bimbi a scuola sorridenti è un progetto sulla salute della bocca, che nasce da una combinata ricerca sull’importanza alimentare e odontoiatrica in età infantile per la prevenzione di patologie del cavo orale. Di conseguenza rileva il ruolo fondamentale dell’educazione sanitaria in ambiente scolare. Durante la mia personale esperienza clinica, lavorando come libero professionista in uno studio rinomato in ambito implanto-protesico, ho constatato che la prevenzione, come del resto per tutte le altre patologie mediche, diminuisce l’incidenza della caduta dei denti in età adulta, favorendo uno sviluppo fisiologico del cavo orale”.

La dottoressa Alessandra Nucci, autrice del libro “E’ un paese per bambini. In cerca di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente” ha commentato così la sua partecipazione: “Il progetto Bimbi a Scuola Sorridenti, vuole essere un passo nella direzione della consapevolezza alimentare dei bambini. Nella popolazione infantile 6-9 anni , un bambino su quattro è in sovrappeso e più di uno su dieci è obeso. E’ importante quindi che i più piccoli imparino ad essere protagonisti della loro salute correggendo comportamenti errati, come consumare i pasti davanti alla TV e introducendo corrette abitudini quotidiane come fare sempre la prima colazione e aumentare il movimento fisico. Imparare a scegliere cosa mangiare  apporta un prezioso contributo al benessere nei bambini”.

Fabio Pompei, Consigliere del Municipio Roma XII e Presidente della Commissione “Innovazione Tecnologica” ha così commentato la partenza del progetto: “‘Bimbi a scuola sorridenti’ nasce con l’obiettivo di porre le basi per la costruzione di una corretta educazione orale diffondendo il messaggio ai più piccoli con attuali e innovativi strumenti di comunicazione”. Pompei aggiunge: “Si tratta di un bell’esempio di come realizzare soluzioni didattiche innovative e gratuite per informare i bambini sull’adeguata relazione tra alimentazione, salute e igiene orale in maniera facile e divertente”.

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Di Alessandra Nucci

Si è presentata ieri, presso il Campidoglio, l’innovativa piattaforma di elearnign iQ-edit ideata e promossa da Fabio Pompei , consigliere del XII municipio di Roma Capitale e Presidente della commissione “Innovazione Tecnologica”, da Sandro Falleni e Sandro Pompei entrambi manager di Vodafone.

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La piattaforma va incontro alle esigenza di ampliare i programmi di formazione in maniera personalizzata e abbracciando un’utenza che oggi rimanere esclusa dalla formazione tradizionale.

La formazione a distanza aiuta a eliminare le differenze sociali, di reddito e anche le distanze geografiche.

In questa visione Anidan, ONG che opera a Lamu in Kenya, ha accolto con favore la possibilità di lavorare con la piattaforma iQ-edit per proseguire e sviluppare il suo programma di formazione musicale “Musica per Lamu”. Grazie a iQ-edit, si da infatti vita al progetto emusic con il quale si creerà un programma di formazione a distanza che vedrà la collaborazione di musicisti, professori, d’orchestra e scuole di musica.

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La volontà è quella di fornire in maniera continuativa e interattiva conoscenze e ai ragazzi che formano la Anidan Children Band e la Anidan Junior band che sono nate all’interno della casa di accoglienze di Anidan e che coinvolgono circa 60 bambini.

Il programma Musica per Lamu, nato nel 2012, ha visto la realizzazione, grazie alla collaborazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, di due concerti presso l’Auditorium parco della Musica di Roma. In aprile del 2014 11 ragazzi della Anidan Junior band sono stati una settimana a Roma per una stage musicale al termine del quale si è celebrata, con il concerto Musica per Lamu 2014, la grande collaborazione e scambio tra i bambini della Junior Orchestra di Santa Cecilia e la Anidan Junior band.

Terra Madre

di Alessandra Nucci

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Si è aperta il 22 ottobre a Torino Terra Madre, per la quinta volta in 10 anni siamo stati abbracciati da tutti i colori del mondo, in un incontro di culture, speranze e racconti.

Un evento nato dalla volontà di Carlo Petrini, lungimirante e sensibile, è riuscito a raccogliere il coraggio e la forza dei contadini per riaffermare la loro dignità.

Un evento importante nel quale 2500 comunità del cibo, in rappresentanza di 175 Paesi, sono arrivati carichi di prodotti , storie di battaglie vinte o di diritti ancora da conquistare. In questa assemblea, aperta a tutti, è la vita quotidiana di ogni agricoltore del mondo che assume il valore portante, quale testimonianza che indica il cammino verso cui andare.

Ogni singolo contadino è il protagonista di Terra Madre perché l’agricoltura mondiale è fatta di piccole e piccolissime realtà produttive, 84% delle aziende agricole coltivano circa 2 ettari di terra ed è questa rete di aziende familiari a produrre la maggior parte del cibo che sfama il pianeta. Eppure la gran parte dei terreni è sotto il controllo delle multinazionali ed è sottoposto a monocolture estensive.

Al mondo ci sono 7000 specie alimentari commestibili ma solo 40 sono le specie attualmente utilizzate per produrre alimenti. Stiamo rischiando di perdere l’unica fonte che garantirà il sostentamento delle generazione future: la biodiversità. Biodiversità significa proteggere quelle specie autoctone che, proprio perché antiche, sono quelle che meglio si sono adattate al terreno e al clima di quel particolare luogo. Sono queste le specie che meglio resistono a siccità o piogge abbondanti e che daranno frutti anche di fronte a terreni aridi o poveri.

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La strada è quella della ricchezza delle colture e delle culture, perdere in diversità significa trovarsi senza risorse. Per far fronte alle esigenze di produzione di cibo, l’industria alimentare è ricorsa dagli anni ‘60 ad oggi alla selezione delle specie più produttive e al forte utilizzo di concimi chimici e antiparassitari per difendere le produzioni di cereali imposti a terreni a cui erano estranee. Sottrazione di terre alle popolazioni contadine, sterilità dei terreni e aumento della malnutrizione sono i risultati di questa politica.

Il cibo di qualità è un diritto di tutti, la terra è dei popoli e la politica agricola e alimentare è delle singole Nazioni, la sovranità alimentare è il diritto e la capacità di un Paese di nutrirsi di quel che coltiva.

Il cammino lo indicano i contadini, quali individui che curano la loro terra, la proteggono e ne traggono gli alimenti migliori, titolari di un lavoro che non può più essere umiliato dal “libero mercato”.

di Alessandra Nucci

 

In Calabria il cibo è sempre stato elemento caratterizzante la cultura e le dinamiche sociali. Il rapporto delle madri con i figli e l’ospitalità si rafforzano attraverso la preparazione di cibi buoni quanto abbondanti. Oggi la Calabria riparte dal cibo per provare a scoprire il valore dell’alimentazione in termini di salute e tradizione.

Un percorso importante che vuole far emergere la necessità di fronteggiare i problemi derivanti dalla cattiva alimentazione, sia legati alla salute dell’uomo quanto al benessere dell’ambiente.

Quest’ estate ho avuto il piacere di essere invitata a prendere parte al Workshop sulla sicurezza alimentare, che si è tenuto presso l’Università della Magna Grecia di Catanzaro. In quella sede si sono affrontati i temi legati alla provenienza dei cibi, gli aspetti legali e scientifici per garantire la salubrità di un alimento.

La sicurezza alimentare è un valore importante non solo in termini di non tossicità di un alimento quanto nella valenza di garanzia di sapere ciò che mangiamo. In una visione in cui si premia l’individuo diviene primario garantire un sistema produttivo e distributivo che permetta di conoscere come un alimento viene prodotto e garantisca la possibilità di consumarlo molto velocemente.

La sicurezza alimentare in questa visione significa cura dell’ambiente in cui viviamo, certezza dei processi produttivi e garanzia per la salute dei consumatori. Per garantire questi valore è necessario strutturare un sistema distributivo che permetta di consumare i prodotti locali e valorizzi il lavoro degli imprenditori agricoli, molto spesso piccoli, che dovrebbero poter vendere i propri prodotti nella propria zona prima ancora di rivolgersi alla grande distribuzione.

Con questa convinzione ho deciso di regalarmi un giro in Sila per scoprire una locanda i cui proprietari si dedicano ad una ristorazione rispettosa del territorio e degli avventori. Con una piccola rete di produttori che conferiscono al ristorante i propri prodotti, dai formaggi, ai salumi, dalle verdure alla birra, si riesce a mangiare in maniera ricercata, ma tradizionale, gustosa e sana.

Questi sono gli esempi che vogliamo vedere in Italia, perchè la necessità di rivalutare il territorio è italiana non calabrese e queste realtà devono essere premiate e sostenute, per affermare un modello di alimentazione buona per tutti, ambiente compreso.

 

Grazie al Sindaco Ignazio Marino per la bella lettera che mi ha inviato nella quale esorta alla lettura di “E’ un paese per bambini. In cerca di agricoltura, alimentazione e ambiente” all’interno delle scuole quale strumento di educazione alimentare.

 

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Di Alessandra Nucci

Il 12 giugno 2014 si è tenuta la presentazione del libro “E’ un paese per bambini. In cerca di agricoltura, alimentazione e ambiente” edito da Effequ, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio con il patrocinio di Roma Capitale, grazie alla sensibilità del Sindaco Ignazio Marino e dell’Onorevole Mirko Coratti, che ringrazio di cuore per le belle parole dedicate al libro.

Scrivere per me è creare un’apertura verso gli altri, un modo per riflettere insieme su tematiche che sento molto vicine e che ritengo tanto importanti proprio perché ci coinvolgono tutti, sono direttamente correlate e incidono sulla nostra salute e su quella dei nostri figli.

Per questo è stato per me importante organizzare la presentazione con una tavola rotonda per condividere e ascoltare i diversi contributi di chi si occupa, in diverse forme, di agricoltura, alimentazione e ambiente. Tre ambiti che devono essere tenuti sempre in stretto contatto tra loro proprio perchè fortemente integrati nella definizione di un modello produttivo e distributivo che abbia, quale obiettivo ultimo, il raggiungimento del benessere degli individui.

La centralità dell’individuo, il rispetto per la persona, sono il punto di partenza per ricostruire un modello sociale ed economico che trova nell’agricoltura, nell’ambiente e nell’alimentazione i suoi punti di forza.

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Ringrazio quindi per la loro partecipazione:

L’On. Estella Marino- Assessore all’Ambiente, agroalimentare e rifiuti di Roma capitale

Fabio Pompei – Presidente della commissione “Innovazione tecnologica” del XII municipio.

Giuseppe Alonzo Presidente del CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura)

Giuseppe Mazzacolìn – Amministratore di Fattorie di Fèlsina e  presidente di Maestranza e Maestri, associazione culturale che ha la volontà di cercare di valorizzare l’agricoltura italiana attraverso l’unione con l’arte e la musica.

Carmen Martì Navarro- Psicologa clinica, che per la seconda volta apporta attenti contributi nel delineare come l’alimentazione e l’ambiente incidano fortemente nel corretto sviluppo della persona.

E infine ringrazio Sandro Capitani, giornalista di Rai Radio 1 che ha moderato l’incontro.

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di Alessandra Nucci

E' un paese

“E’ UN PAESE PER BAMBINI. In cerca di agricoltura, ambiente e alimentazione” sottolinea ed enfatizza un legame inscindibile tra queste tre dimensioni che concorrono al raggiungimento del nostro benessere e della nostra salute.

Il benessere nasce dalla piacevole sensazione di sentirsi in armonia con il proprio corpo e con la propria psiche. La centralità dell’individuo, il rispetto per la persona, rappresentano il trampolino di lancio per ricostruire un modello economico e sociale che identifica nell’agricoltura, nell’ambiente e nell’alimentazione i suoi punti di forza.

L’agricoltura costituisce un ricchezza fatta di biodiversità, con la conseguente necessità di preservare il suolo dalle contaminazioni derivanti da un’agricoltura industrializzata ed estensiva, che depaupera il terreno, sradica e avvilisce la nostra vocazione agricola fatta di realtà economiche a conduzione familiare. Nel libro si evidenzia come, il legame tra alimentazione e agricoltura significhi vedere in quest’ultima, non solo un settore primario, ma l’unica sorgente di prodotti agricoli che vanno valorizzati per le loro proprietà nutrizionali e che devono essere valutati e classificati in relazione alla loro provenienza, freschezza e integrità.

L’educazione alimentare, incentrata sul corretto stile di vita, si concentra altresì sull’alimentazione e sulla possibilità di movimento fisico di grandi e piccoli. In questo senso il legame con l’ambiente non si delimita nella sola difesa del suolo agricolo, ma diviene anche espressione dalla vivibilità delle città.

Nella seconda parte del libro l’attenzione ricade quindi sull’analisi della città che, privata del legame sinergico con la campagna, si è trasformata in una realtà forzatamente commerciale a favore dei soggetti produttivi e dello spostamento motorizzato a discapito dell’incontro tra le persone, penalizzando i bambini e compromettendo il nostro benessere e la nostra salute.

Il diritto a conoscere quel che mangiamo e il diritto alla salute, devono essere acquisiti da piccoli, attraverso un percorso che trova le sue basi in famiglia e nella scuola: solo in questo modo i bambini impareranno a volere, e a difendere, una città sostenibile e democratica.

La salubrità delle città, la loro vivibilità, la fruibilità dei servizi, la presenza di aree verdi, di zone pedonali e di piste ciclabili, la facilità di contatto e comunicazione con la campagna sono gli elementi essenziali che fanno di una città un luogo di eccellenza per la vita delle persone.

Perché la collettività e le città siano vissute e sentite come beni da difendere, i singoli individui devono trovare corrispondenza e soddisfazione ai loro bisogni e riconoscimento ai loro diritti. La città diviene volano delle forze individuali e della progettualità del singolo.

Un modello produttivo e distributivo che premi l’individuo, non è in una pura visione filantropica ma la base per un modello economico che abbia nella soddisfazione dell’individuo e nel suo benessere il motore della produttività.

Una città sostenibile, percepita come accogliente, sicura, libera, piacevole, bella e verde, diventa il luogo di elezione, che tutela l’individuo e incentiva l’autonomia e l’emancipazione dei più piccoli e, come ha detto Kofi Annan nel suo discorso del 2002, “non c’è nulla di più unificante e più urgente che il benessere dei bambini”.